Leonardo Sciascia, Il Consiglio d'Egitto
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La menzogna, quando è abbastanza audace, può riscrivere la storia. E la storia, quando è abbastanza comoda, diventa potere.
Palermo, fine del Settecento. L'abate maltese Giuseppe Vella fabbrica un falso manoscritto arabo — il leggendario Consiglio d'Egitto — per sovvertire i titoli nobiliari della Sicilia borbonica. Sciascia segue il filo di questa impostura con la precisione del detective e la grazia dello stilista, intrecciando la vicenda di Vella con quella di Francesco Paolo Di Blasi, avvocato illuminista condannato a morte per aver sognato la rivoluzione. Due inganni speculari: uno per sopravvivere, l'altro per cambiare il mondo. Entrambi destinati a naufragare contro la stessa roccia — il potere, eterno e indifferente.